L'altro diritto Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità

Gli oneri penali

Per estinguere definitivamente la condanna, è fatto obbligo al detenuto di risolvere gli "oneri penali". Tra gli oneri penali sono più ricorrenti le seguenti voci:

  • Mantenimento carcerario e spese processuali.

L'art. 56 dell'Ordinamento Penitenziario prevede la Remissione del Debito, per quanto concerne le spese processuali e carcerarie: "... nei confronti dei condannati e degli internati che si trovano in disagiate condizioni economiche e hanno tenuto regolare condotta".

In caso di solvibilità, si dispone la detrazione di un quinto dello stipendio o il pignoramento dei beni. E' interesse del detenuto risolvere il debito, in quanto a ciò è connessa la possibilità di ottenere talune misure alternative alla pena, come la libertà condizionale. Per quanto riguarda le sole multe comminate in sede processuale, il debito può essere sostituito dalla libertà controllata.

Ciò consiste nella firma quotidiana presso il commissariato, alla quale corrisponde l'estinzione progressiva del risarcimento, pari a £.75.000 al giorno. La durata massima di questa misura è fissata a dodici mesi, dopo i quali il debito si dichiara estinto.

  • Multe e ammende.

Sono pene che vengono stabilite al termine di un processo e possono accompagnare la condanna alla detenzione, oppure costituire l'unica sanzione inflitta: molti reati prevedono sia la condanna al carcere che quella della multa.

In particolare per i reati di droga sono previste multe severe:

  • dai 5 ai 50 milioni, per modeste quantità di droga;
  • dai 50 ai 500 milioni per quantità più elevate (indicativamente, da 1 Kg. in su).

L'ammenda viene inflitta come punizione relativa a piccoli reati, che prevedono una condanna a contravvenzioni, ma può essere data anche a chi ricorre in Cassazione, quando la sua istanza viene dichiarata inammissibile oppure rigettata.

Quando non sei nelle condizioni per pagare, multe e ammende possono essere convertite, d'ufficio o a seguito di una tua richiesta, in una pena sostitutiva, che consiste nella libertà controllata.

La libertà controllata la sconterai al termine della detenzione e comporta alcuni obblighi e divieti, che vengono decisi dal magistrato di sorveglianza: presentarsi tutti i giorni in questura, non uscire dal comune di residenza, etc. (Esiste la possibilità di far cessare in qualsiasi momento la pena sostitutiva, pagando la multa o l'ammenda dovuta).

In alternativa alla libertà controllata, puoi chiedere di convertire multe e ammende in un lavoro a favore della collettività, da svolgersi presso strutture pubbliche, enti e associazioni.

La conversione viene fatta calcolando *75.000 lire di pena pecuniaria per ogni giorno di libertà controllata, o di lavoro socialmente utile, la cui durata non potrà comunque superare:

  • 1 anno, se la conversione riguarda una multa;
  • 6 mesi, se la conversione riguarda una ammenda.

La conversione delle pene pecuniarie in lavoro socialmente utile va chiesta al Pubblico Ministero presso il tribunale che ha emesso la sentenza definitiva, oppure al Pretore che ha emesso la sentenza definitiva (giudice dell'esecuzione).

La conversione può essere una condizione vantaggiosa per gli stranieri condannati all'espulsione in sentenza, in quanto permette loro di prolungare la permanenza in Italia e di chiedere la revoca del provvedimento di espulsione (tramite revisione della pericolosità sociale).

Attenzione: chi non rispetta tutte le prescrizioni della libertà controllata, o del lavoro socialmente utile, sconta in carcere i giorni rimanenti della pena sostitutiva.

Se preferisci pagare, anziché scontare la pena sostitutiva, ma al momento non hai soldi a sufficienza per farlo, puoi chiedere la rateizzazione del debito al Magistrato di Sorveglianza.

Il numero di versamenti potrà essere compreso tra i 3 e i 30 ma, come minimo, ognuno di essi deve essere di trentamila lire.

Esiste anche un'altra possibilità, quella di dilazionare il pagamento per sei mesi, ulteriormente prorogabili, in previsione di un momento nel quale disporrai del necessario per versare la somma dovuta.

*La Legge 689 del 1981 stabilisce che il ragguaglio tra la sanzione pecuniaria e la pena sostitutiva sia fatta calcolando:

  • 25.000 lire per ogni giorno di libertà controllata;
  • 50.000 lire per ogni giorno di lavoro socialmente utile;
  • 75.000 lire per ogni giorno di detenzione, per chi abbia trasgredito alle prescrizioni della libertà controllata o del lavoro socialmente utile.

Tuttavia la Corte Costituzionale, con la sentenza nº 440 del 23 Dicembre 1994, ha dichiarato l'illegittimità delle conversioni fatte calcolando cifre diverse dalle 75.000 lire per ogni giorno di pena sostitutiva.

Il risarcimento del danno

Quando il reato per il quale sei stato condannato ha causato danni ad altre persone e queste si sono costituite al processo come parte offesa, devi risarcirle.

L'ammontare del risarcimento, stabilito dal giudice, viene coperto con la vendita dei beni che possiedi, oppure con trattenute sulla mercede fino a un massimo dei due quinti (incluse le spese di mantenimento).

Il debito relativo al risarcimento del danno non può essere rimesso né convertito in pena sostitutiva.

Il pagamento delle multe, delle spese processuali e di mantenimento e di eventuali risarcimenti (per chi si trova nelle condizioni economiche per effettuarlo) costituisce un requisito necessario per ottenere la liberazione condizionale, la grazia e la riabilitazione.


Istanza di remissione del debito

All'Ufficio di Sorveglianza di _______________________

Il sottoscritto __________________________ nato a ____________________________

il _______________ residente in ___________________________________________

Premesso che il sottoscritto è stato condannato con una sentenza emessa da __________

il ____________ alla pena di ______________________________________________

Che in data _____________ l'Ufficio Campione Penale di _______________________

ha richiesto il pagamento di lire __________________ a titolo di __________________

Che il sottoscritto attualmente è detenuto presso la Casa ________________________

Che egli è stato ristretto:

dal _____________ al ___________ presso _________________________________

dal _____________ al ___________ presso _________________________________

dal _____________ al ___________ presso _________________________________

Che ha sempre tenuto regolare condotta;

Che versa in condizioni disagiate, in quanto ___________________________________

Che possiede i seguenti beni immobili _______________________________________
_____________________________________________________________

Che possiede i seguenti beni mobili registrati _______________________________________
______________________________________________________________

Che il proprio nucleo familiare è costituito da ________________________________________
______________________________________________________________

Che non si è ancora conclusa la procedura per il recupero delle spese;

CHIEDE

che, ai sensi dell'art. 56 O.P., gli venga concessa la remissione del debito;

NOMINA

difensore di fiducia l'Avv. _____________________________ del Foro di ___________

(oppure si rimette al difensore di ufficio).

Luogo, data, firma leggibile

______________________


Istanza di conversione della pena pecuniaria in lavoro socialmente utile

Alla Procura della Repubblica di _______________________

Il sottoscritto __________________________ nato a ____________________________

il _______________ residente in ___________________________________________

Premesso che il sottoscritto è stato condannato con una sentenza emessa da _________________ il _____________________ alla pena pecuniaria di lire ________

Che la Procura ha chiesto la conversione della predetta in libertà controllata;

Che il sottoscritto è attualmente impossibilitato a pagare la detta somma, in quanto _____

_____________________________________________________________________

CHIEDE

che, ai sensi dell'art. 102 2º comma, della Legge 689/1981, gli venga convertita la pena pecuniaria nel lavoro a favore della collettività;

NOMINA

difensore di fiducia l'Avv. _____________________________ del Foro di ___________

(oppure si rimette al difensore di ufficio).

Luogo, data, firma leggibile

______________________


Istanza di rateizzazione / dilazione di pena pecuniaria

All'Ufficio di Sorveglianza di _______________________

Il sottoscritto __________________________ nato a ____________________________

il _______________ residente in ___________________________________________

Premesso che il sottoscritto è stato condannato con una sentenza emessa da _________________ il _____________________ alla pena pecuniaria di lire ________

Che l'esecuzione è curata dalla Procura della Repubblica di ______________________

Che la Procura ha chiesto la conversione della predetta il libertà controllata;

Che il sottoscritto è attualmente impossibilitato a pagare la detta somma, in quanto _____________

________________________________________________________________________________

Che è comunque sua intenzione pagarla in nº _______ rate, dell'importo di lire________

cadauna / che pagherà la somma dovuta entro sei mesi;

Che in merito egli fornisce la seguente garanzia _______________________________

CHIEDE

che, ai sensi dell'art. 660. 3º comma C.c.p., gli venga concessa la rateizzazione / la dilazione del debito con l'erario;

NOMINA

difensore di fiducia l'Avv. _____________________________ del Foro di ___________

(oppure si rimette al difensore di ufficio).

Luogo, data, firma leggibile

______________________