L'altro diritto Centro di documentazione su carcere, devianza e marginalità

Diritti e frontiere

a cura di Fulvio Vassallo Paleologo

Presentazione

Lo spazio di approfondimento che offriamo con la rubrica Diritti e frontiere tenta di squarciare il velo di disinformazione che alimenta xenofobia e paura dello sconosciuto, oltre a consentire, nei paesi di transito ed in Italia, abusi di ogni genere ai danni dei migranti.

Ci si rivolge anche alla individuazione di strumenti di formazione per contribuire a creare nuove professionalità capaci di operare in un clima di emergenza continua, prodotto dal modo in cui si affronta il problema, piuttosto che dalla sua effettiva entità. Troppo spesso lo spazio elastico della frontiera, in continua mutazione anche per effetto delle scelte discrezionali delle autorità di polizia, mette a rischio i diritti fondamentali della persona migrante e ne conforma negativamente la condizione giuridica a seguito dell'ingresso nel territorio nazionale, comportando una doppia esclusione, prima e dopo l'attraversamento dei confini. I campi di detenzione amministrativa, in Europa e nei paesi di transito, sono i luoghi più evidenti nei quali si realizza la dilatazione o la contrazione degli spazi di frontiera, a seconda delle decisioni delle autorità amministrative.

Dopo la ricognizione delle fonti che riguardano i controlli di frontiera, si tratta di individuare gli strumenti di diritto internazionale, europeo ed interno per la denuncia degli abusi ai danni dei migranti, ovunque siano perpetrati, prima o dopo l'attraversamento della frontiera.

La rubrica consente di individuare strumenti immediati per garantire la effettività dei diritti di difesa nei casi di espulsione o di respingimento con accompagnamento forzato in frontiera, attraverso ricorsi, nei casi più gravi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, ma anche con il coinvolgimento dei movimenti antirazzisti, come si fece con successo nel caso della nave tedesca Cap Anamur nel 2004 e dopo l'espulsione dei Rom bosniaci dal campo di Tor de' Cenci, a Roma nel 2000.

I contributi e le ricerche sono rivolti al sostegno di tutte quelle iniziative poste in essere da soggetti diversi che, a livello nazionale ed internazionale, anche nei paesi di transito, si rivolgono alla tutela dei richiedenti asilo e protezione internazionale, dei rom e dei migranti costretti all'attraversamento irregolare delle frontiere dall'assenza di canali legali di ingresso. Con le nuove possibilità offerte dalla comunicazione telematica, tra le sponde del Mediterraneo, ed ancora più a sud, ed a oriente, si cerca di favorire una cooperazione internazionale dal basso, nel tentativo di dare voce e soggettività a quella variegata società civile che -malgrado tutto- si sta organizzando battendosi contro regimi autoritari, politiche di esclusione sociale e pratiche di controllo delle migrazioni che contrastano con i diritti fondamentali della persona. Quelle stesse politiche repressive che vengono finanziate dai paesi più ricchi che si propongono come modelli di democrazia, ma che non esitano a concludere accordi di collaborazione di polizia e di riammissione dei migranti irregolari con paesi caratterizzati da regimi autoritari o da vere e proprie dittature.

Gli strumenti della comunicazione e della ricerca, che speriamo di offrire attraverso questa rubrica potranno servire ad accrescere la possibilità di circolazione, se non delle persone, degli studi di approfondimento, della consapevolezza critica, degli strumenti di analisi, ma anche di difesa attiva dei diritti fondamentali dei migranti.

Contro le frontiere che uccidono e segregano, per la libertà di circolazione e di emigrazione.

Materiali

Fonti normative

Giurisprudenza europea e internazionale

Giurisprudenza interna