La mediazione socialeIntroduzioneLa mediazione sociale, come pratica di gestione/trasformazione costruttiva di microconflitti sociali, basata sull'incontro, la discussione assistita, e la produzione di assetti di regolazione della micro-convivenza consensuali, contribuisce da una parte, alla destrutturazione della percezione dell'insicurezza, che tende a cristallizzarsi su fenomeni evidenti di devianza (prostituzione, droga, immigrazione clandestina ecc.), dall'altra a prevenire la degenerazione dei conflitti in esplosioni gravi di intolleranza e violenza, intervenendo sul piano pragmatico e simbolico. In un contesto urbano caratterizzato dall'eclissi delle forme di socialità densa e localizzata e dal conseguente deperimento delle forme endogene e spontanee di autocontrollo delle comunità locali, si verifica una continua delega all'istituzione giurisdizionale e alle forze di polizia locale nella gestione della microconflittualità, legate ad esempio al carattere multietnico delle città contemporanee piuttosto che alle forme di edilizia residenziale di massa, istituzioni che un po' per la quantità un po' per la qualità dei conflitti non riescono a fornire risposte performanti. La mancanza di controllo sulla costruzione dello spazio sociale, una delle conseguenze di tale deficit di risposta delle istituzioni pubbliche, determina l'abbassamento della soglia di tolleranza alla frustrazione da parte della collettività, la sfiducia e il senso di abbandono rispetto alle istituzioni, fattori che strutturano chiaramente la percezione dell'insicurezza. La mediazione mira, in quest'ambito, alla restaurazione del legame sociale simbolico, attraverso la mediazione-negoziazione delle soluzioni ai rapporti di opposizione interpersonale, determinando una riappropriazione comunitaria della gestione della microconflittualità, ricostruendo uno spazio per il dialogo tra i soggetti coinvolti direttamente nel conflitto, favorendo attraverso l'incontro, la dissoluzione dei pregiudizi, riducendo il sentimento di frustrazione e insicurezza. In sintesi la co-gestione del territorio e la condivisione degli aspetti problematici della convivenza sociale, riducendo la delega agli organi giurisdizionali e alla polizia locale, rappresenta un tentativo reale di investimento sul capitale sociale locale, un intervento finalizzato all'incremento della fiducia reciproca, delle relazioni sociali, rafforzando la capacità della comunità di collaborare attivamente alla realizzazione di un obiettivo comune (la ricomposizione endogena dei micro-conflitti che destabilizzano la comunità e diffondono insicurezza). Il tentativo di mediazione svolto dagli sportelli di mediazione sociale non sostituisce il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dal Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010 da esperirsi davanti agli Organismi competenti previsti dalla legge al fine di poter adire le vie giudiziarie. In quest'ultimo caso il tentativo di conciliazione è obbligatorio ed a pagamento. Attualmente L'altro diritto gestisce gli Sportelli di mediazione sociale dei comuni di Sesto Fiorentino (FI) Calenzano (FI), e presso i cinque quartieri del Comune di Firenze. Profili procedurali della mediazione sociale
|
-A A A+ |